COSA DONARE

Esistono diversi tipi di donazione e sarà il medico a suggerirti quale fa per te:

Sangue intero

Il prelievo di sangue intero ha una durata di circa 5-8 minuti ed è assolutamente innocuo per il donatore. Il volume massimo di sangue prelevato, stabilito per legge, è uguale a 450 centimetri cubici (+/- il 10% del sangue che circola nel nostro corpo).

Plasma (plasmaferesi)

Attraverso la tecnica di aferesi (termine greco che significa l’atto del “portar via”), tramite dei separatori cellulari, si ottiene dal sangue del donatore soltanto la componente ematica di cui si ha necessità: plasma (plasmaferesi) o piastrine (piastrinoaferesi), restituendogli contemporaneamente i restanti elementi. La donazione di plasma ha una durata variabile da 35 minuti a 50 minuti circa, in una quantità di circa 500/600 ml e si effettua preferibilmente su appuntamento poiché sono necessari dei macchinari specifici.

Piastrine (piastrinoaferesi)

La donazione di piastrine, effettuata attraverso la tecnica dell’aferesi, ha una durata di circa un’ora. Al donatore viene richiesto un normale assetto emocoagulativo.

Donazione multipla di emocomponenti

Grazie all’impiego di separatori cellulari è oggi possibile effettuare anche donazioni multiple di emocomponenti come ad esempio una eritroplasmaferesi (donazione di plasma e globuli rossi), una eritropiastrinoaferesi (donazione di globuli rossi e piastrine), una donazione di piastrine raccolta in due sacche, una plasmapiastrinoaferesi (donazione di plasma e piastrine).

Autodonazione

L’autotrasfusione è una procedura trasfusionale che consiste nel trasfondere al soggetto unità del suo stesso sangue.
Il metodo più utilizzato è il predeposito, una tecnica trasfusionale con la quale si preleva il sangue dal donatore che sarà anche ricevente, per compensare le perdite di sangue che si possono verificare nel corso di interventi chirurgici programmati.Alcuni giorni prima dell’intervento vengono prelevate unità di sangue dal paziente, in fasi successive, fino a raggiungere la quantità prevedibilmente necessaria, in modo da consentirne l’eventuale utilizzo durante l’intervento operatorio e/o successivamente allo stesso. Il sangue prelevato viene conservato secondo i metodi tradizionali e quindi trasfuso, in caso di necessità.

I principali vantaggi dell’autotrasfusione sono:
  • eliminazione delle reazioni di incompatibilità;
  • eliminazione del rischio di trasmissione di malattie infettive;
  • riduzione del rischio di immunizzazione da antigeni diversi, con possibili manifestazioni a distanza;
  • risparmio di sangue.

Il paziente deve essere informato che le unità predepositate vengono conservate fino a scadenza della componente eritrocitaria e che sono disponibili solo per le sue necessità trasfusionali.